Il coding è una delle innovazioni più rilevanti in campo educativo. È l’insieme di attività che permettono di apprendere il pensiero computazionale, ovvero l’approccio alla risoluzione di problemi simulando il ragionamento di una macchina. Non solo: si usa anche per creare giochi, gestire robot o progettare strumenti digitali. Anche chi non è esperto può apprezzarne il valore aggiunto: il coding stimola il pensiero logico, la creatività e la capacità di collaborare, offrendo agli studenti un potente strumento per affrontare in modo attivo e costruttivo le sfide della società digitale.
Portare il coding in classe significa integrare attività pratiche e laboratoriali all’interno del curriculum scolastico. Grazie ai kit disponibili online, ad esempio, è possibile unire coding e robotica per far realizzare agli alunni semplici robot, programmare movimenti e simulare percorsi. Per un buon punto di partenza, gli insegnanti dovrebbero scegliere piattaforme adatte all’età degli studenti e al grado di difficoltà. Si può iniziare con strumenti semplici come Scratch o MakeCode, per poi passare a kit più complessi che combinano coding e discipline STEM, come ad esempio LEGO Education SPIKE. Prima di iniziare, è cruciale spiegare che il coding è soprattutto “learning by doing” (imparare facendo). È fondamentale partire da un obiettivo chiaro e fattibile, organizzando mini-progetti condivisi come creare storie interattive o giochi didattici. Incoraggiare la sperimentazione e accettare l’errore come un’occasione di crescita rende il processo divertente e coinvolgente.
Numerosi studi nazionali, come quelli dell’Università di Bologna e dell’Università di Padova e internazionali come quelli del MIT Media Lab, confermano il forte impatto educativo del coding. Questi studi dimostrano come introdurre il coding nella didattica favorisca l’apprendimento attivo e il problem solving, contribuendo a migliorare le competenze trasversali quali logica, autonomia e capacità di comunicare. La mia esperienza diretta in numerose scuole di Parma e provincia (grazie ai laboratori e alle iniziative di Human Tecnologia e CASCO Learning Center ho avuto l’opportunità di lavorare sul coding con centinaia di studenti) mi ha dato la possibilità di capire come il coding risvegli la curiosità e l’entusiasmo dei ragazzi: le attività pratiche che abbiamo fatto grazie all’utilizzo di Scratch hanno reso visibile il risultato del loro lavoro, permettendo a tutti di sentirsi “protagonisti” del processo creativo. Gli studenti sono particolarmente colpiti dall’osservare come i loro progetti prendono vita grazie a robot e giochi che hanno programmato in prima persona.
Per gli insegnanti e le scuole che desiderano approfondire questa modalità di didattica diversa dal solito, sono disponibili numerosi strumenti e materiali online. Ormai le realtà che adottano il coding come strumento didattico dalla primaria alla secondaria sono in continuo aumento anche grazie alle risorse ministeriali messe a disposizione, come ad esempio il progetto Programma il Futuro promosso dal MIUR. Nel panorama internazionale è interessante l’esperienza della Raspberry Pi Foundation e della piattaforma Code.org. Queste piattaforme offrono tutorial, laboratori e attività gratuite da proporre in classe ma ormai gli strumenti e le piattaforme educative disponibili online sono tantissime, consentendo di personalizzare i percorsi, rendendo il coding accessibile a tutti.