Oltre la cattedra: i giovani si confrontano sul futuro della scuola

Un dibattito aperto alla cittadinanza al "Punto Parma" per presentare il nuovo saggio di Stefano Manici. La Generazione Z prende la parola per ripensare l'istruzione, mettendo al centro gli studenti, il benessere emotivo e una didattica innovativa.

Saranno proprio i giovani a confrontarsi sul futuro della scuola. Lo spazio culturale “Il Punto Parma” ospiterà questo giovedì, 25 giugno, la presentazione del saggio “Educare oltre la cattedra. Costruire una scuola a misura di studenti” (Edizioni Casco Learning), l’ultimo libro di Stefano Manici. A moderare la serata e incalzare l’autore saranno Claudio Mele, Jules Ricci e Martino Volta, membri del CLG (Consulta Locale Giovani) di Parma, in un incontro aperto a tutta la cittadinanza.

Banchi allineati, lezioni frontali uguali da sempre, un’ansia costante da prestazione e programmi rigidi che faticano a dialogare con i nativi digitali. Spesso, gli studenti percepiscono le aule come luoghi distopici, focalizzati più sul giudizio che sulla crescita. Come spezzare questo circolo vizioso?

La “Didattica della Persona” e i suoi pilastri

Nel suo volume, Manici non offre formule magiche, ma traccia la mappa per un’utopia realistica che punta a un cambiamento strutturale profondo. Al centro di questa rivoluzione c’è la transizione verso una “didattica della persona”, fondata su alcune rivoluzioni. La prima è la necessità di rendere lo studente co-protagonista: ragazze e ragazzi non devono più essere contenitori passivi di nozioni calate dall’alto, ma costruttori attivi del proprio percorso formativo. Strettamente connesso a questo è il benessere emotivo e la cura del corpo. La scuola deve infatti accogliere l’educazione socio-affettiva e restituire centralità alla fisicità, intesa non solo come performance sportiva, ma come spazio primario in cui gli adolescenti vivono le emozioni e imparano a relazionarsi con l’altro.

Un altro tema cruciale del dibattito sarà la capacità di navigare l’Onlife. L’intelligenza artificiale e la rivoluzione digitale non vanno demonizzate ma cavalcate: se guidate da una solida consapevolezza etica e culturale, diventano preziose alleate per personalizzare l’apprendimento e stimolare il pensiero critico. Serve poi un netto addio al voto-sanzione. La valutazione deve abbandonare la logica della pura competizione per diventare un processo formativo continuo in cui l’errore non rappresenta un fallimento da punire, ma una tappa naturale e costruttiva della crescita personale. Infine, l’autore immagina la Scuola Agorà, un modello educativo diffuso che invita ad abbattere le mura delle aule per trasformare piazze, parchi e musei in laboratori a cielo aperto, sviluppando così un autentico senso di responsabilità civile e democrazia partecipata.

Un nuovo ruolo per gli insegnanti

Questo cambio di paradigma investe anche gli spazi e le figure educative. L’organizzazione scandita dalla campanella deve cedere il passo ad aule-laboratorio dinamiche e flessibili. L’insegnante, dal canto suo, smette di essere la sola fonte di trasmissione del sapere per trasformarsi in mentore e facilitatore. In un’epoca in cui le informazioni si trovano con un semplice clic, la vera sfida pedagogica è orientare gli alunni nel mare dell’infosfera, insegnando loro a selezionare e organizzare la conoscenza in modo critico. Accanto ai docenti, si immagina inoltre l’introduzione di figure di supporto come i tutor pedagogici, essenziali per sviluppare le competenze trasversali e fare da ponte costante tra scuola, famiglia e territorio.

Stefano Manici

L’incontro con i giovani

L’incontro è aperto a tutta la cittadinanza ed è un’occasione preziosa per genitori, insegnanti, educatori e studenti. L’appuntamento è per giovedì 25 giugno alle ore 17:30 presso Il Punto Parma – Hub Creativo, situato in Piazza Garibaldi 1. L’ingresso all’evento è gratuito, ma, data la capienza limitata della sala, è consigliata la prenotazione inviando una mail all’indirizzo ilpunto@informagiovani.parma.it. Sarà un momento fondamentale per uscire dai vecchi confini della cattedra e iniziare a immaginare la scuola che le nuove generazioni hanno il diritto di avere.

Commenta e condividi
Scarica Articolo
Articoli più letti

D

come
Parole in evoluzione per
una Scuola in cambiamento

LEGGI ANCHE