Programmiamo una storia con Cubetto: quando coding e fantasia camminano insieme

Il laboratorio "Programmiamo una storia con Cubetto", condotto da Francesca Pigorini, ha avvicinato i bambini al pensiero computazionale. Attraverso attività unplugged, narrazione e l'uso del robot, i piccoli hanno sviluppato competenze logiche, spaziali e di problem solving in gruppo.

C’è un modo speciale per avvicinare i bambini al pensiero computazionale: trasformarlo in una storia da vivere, immaginare e costruire insieme. È quello che è accaduto durante il laboratorio “Programmiamo una storia con Cubetto”,  a cura della formatrice di Casco Learning Francesca Pigorini; un’esperienza che ha accompagnato i più piccoli alla scoperta di istruzioni, sequenze e algoritmi attraverso il gioco, il movimento e la creatività.

Il laboratorio è stato realizzato nell’Istituto comprensivo Parma Centro, all’interno del progetto RIZOMA, l’ecosistema collaborativo territoriale per la transforming education, che unisce 63 partner, tra scuole, enti e associazione, e ha il sostegno di Fondazione Cariparma.

Il percorso è iniziato con attività unplugged e giochi di orientamento che hanno permesso ai bambini di sperimentare in prima persona i concetti fondamentali del coding. Attraverso le carte freccia e il movimento nello spazio, i partecipanti hanno imparato a riconoscere direzioni, sequenze e istruzioni, comprendendo come ogni azione possa essere scomposta in una serie di passaggi ordinati.

Successivamente, il laboratorio è entrato nel vivo grazie a Cubetto, il piccolo robot educativo che rende tangibili i principi della programmazione. Osservando i disegni presenti sul tappeto di gioco, i bambini hanno inventato storie originali e costruito avventure sempre diverse. Una volta immaginata la narrazione, hanno dovuto programmare il percorso del robot affinché la storia potesse prendere forma, trasformando le idee in azioni concrete.

L’attività si è rivelata particolarmente efficace nel favorire lo sviluppo di competenze logiche e spaziali. Come racconta l’insegnante della classe, «il laboratorio è stato molto utile e interessante per i bambini perché ha permesso di lavorare sulla storia di Cubetto tramite la suddivisione delle sequenze e di metterla in pratica attraverso i comandi, programmando lo strumento». Un lavoro che ha coinvolto contemporaneamente diverse abilità: «da una parte quella procedurale, relativa ai passaggi da seguire per far arrivare Cubetto a destinazione, e dall’altra quella di lateralizzazione, utilizzando destra, sinistra, avanti e altri riferimenti spaziali».

Oltre agli aspetti legati al coding, il laboratorio ha rappresentato un’importante occasione di collaborazione. Ogni gruppo è stato chiamato a confrontarsi, discutere le possibili strategie e trovare insieme le soluzioni migliori. La cooperazione è diventata così un elemento fondamentale dell’esperienza: il successo di ogni storia dipendeva dalla capacità di ascoltare gli altri, condividere idee e costruire un percorso comune.

Secondo la docente, attività di questo tipo possono essere ulteriormente sviluppate attraverso esercizi che combinino narrazione, rappresentazione grafica e programmazione. «Per far crescere i bambini su questi aspetti lavorerei tramite sequenze di una storia, programmazione dello strumento e coding», spiega. «Penserei anche a fornire una scacchiera su un foglio, come quella riportata nel tappetone, chiedendo ai bambini di indicare prima sul foglio il percorso da seguire e i possibili comandi da dare». Un approccio che consentirebbe di rafforzare ulteriormente la capacità di pianificazione e di problem solving.

Dal punto di vista didattico, il laboratorio ha rappresentato una novità per la classe. Sebbene la scuola disponga già di strumenti simili, come le Bee-Bot, gli alunni non avevano ancora avuto occasione di utilizzarli. «Nella nostra scuola abbiamo le api Bee-Bot da programmare, che funzionano in modo simile», racconta l’insegnante. «Ma con questa classe non le abbiamo ancora utilizzate, quindi per i bambini è stata una novità che possiamo replicare a scuola con l’utilizzo di quest’altro strumento».

L’esperienza ha dimostrato come il pensiero computazionale possa essere introdotto fin dai primi anni di scuola in modo naturale, coinvolgente e inclusivo. Attraverso una storia, un robot e il lavoro di squadra, i bambini hanno scoperto che dietro ogni percorso esiste una sequenza di scelte, che ogni problema può essere affrontato un passo alla volta e che la collaborazione rende possibile raggiungere obiettivi che da soli sembrano più difficili. Una lezione che va ben oltre il coding e che contribuisce a sviluppare competenze preziose per il futuro.

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